lunedì 21 maggio 2012

Presentazione saggio di Vincenzo Baratella

 
 PRUDENZIATO dott. PIERGIORGIO
neuropsichiatra e psicoterapeuta
presenta il saggio del prof. Vincenzo Baratella
"La fatina per Pinocchio c'è sempre"
il
9 MAGGIO 2012, ore 18
PRESSO LA "SALA CELIO" DELLA PROVINCIA DI ROVIGO
in via Ricchieri Celio,

Ore 18     Saluto dell'Assessore Dr. Gulmini della Provincia di Rovigo
ore 18,15 Apertura incontro Prudenziato prof.ssa Emanuela
               
Il libro è stato dedicato a me per la paziente supervisione delle bozze, per l’appoggio morale, l’incoraggiamento nei confronti di un lavoro non certamente semplice in quanto  l’ obiettivo non  era   narrare  una  storia,  ma far  riflettere  sulla  storia  utilizzando  le vicende, l’ immagine simbolica di  un   burattino – bambino, protagonista della fiaba  di Collodi. Solitamente le fiabe sono contenuti per  bambini, lettura notturna, per tranquillizzare ed insegnare valori, principi di comportamento e convivenza civile, ma in realtà l’opera  collodiana analogamente a quella  di Lewis Caroll  si rivolge ai genitori, agli adulti perché  recepiscano  il messaggio profondo ed impegnativo dell’onere educativo in modo “naturale” , “leggero“ e ancora   per esprimere concetti, riflessioni sul tempo contingente attraverso un linguaggio criptato (come dice l’autore) per sottolineare la perpetuazione del negativo nel passato e  in molti casi  anche nel presente.

ore 18,30 Prefazione del Dott. Piergiorgio Prudenziato

PREFAZIONE
Per comprendere il libro di Vincenzo, consiglio di adoperare uno strumento che 
trasforma la visione delle cose: è una lente bifocale: da vicino ingrandisce, da
lontano rimpicciolisce e capovolge. Occorre molto allenamento perchè lo
sfocamento fa rischiare strabismo e confusione. E' il metodo adoperato nel
libro usando come lente il testo di Pinocchio. Da vicino ingrandisce la storia
evolutiva di ogni bambino, allontanandolo un po' vede Pinocchio come
testimonianza del cambiamento sociale della fine '800; allontanandolo ancora di
più capovolge il testo nelle possibili analogie con l'attualità, cosa questa
che può confondere la vista. E' un libro che parla di magie trasformative,
di cambiamenti che devono avere una direzione, un senso altrimenti portano a risultati contrari e capovolti. Le regole da seguire sono quelle ottiche del vedere: come vedo me,come vedo gli altri, come sono visto dagli altri. Così ogni comportamento e anche ogni semplice idea (Videa)
può essere vista in tante maniere: la mia
(intenzionale), la mia reale adattata alla mia realtà, quella degli altri.
Diventa un liber alchemicus, un manuale con metodo e regole propri. Il tema che
lo percorre è quello del ruolo dell'educatore-formatore, come colui che dà una
forma buona, magari migliore. Mentre si legge si intravede la domanda sul
senso del lavoro dell'insegnante: ma come devono diventare i miei allievi? Come
li vedo io, come sono veramente o come si vedono loro? Se sono asini difficile
che si avveri la magia del capovolgimento; se sono burattini potrei farli
funzionare io, se sono bambini non devo fare niente: crescono da soli. Dopo la
lettura resta la domanda: "Ma Pinocchio e' la storia di un burattino o di un
bambino?"
In sottofondo si può vedere anche un'altra domanda secondo le regole ottiche:
Sono come mi vedo o come l'altro mi vede?
Non rinunciando all'uso di questa lente magica lasciamo la domanda in sospeso.
Tanto già c'è sempre una fatina. Si comprende allora che rappresenta il fondamento della legge ottica quello del veder chiaro: introduce la differenza, la diversità, l'altro. Ci conforta che non siamo burattini tutti uguali e ci indica l'uso della libertà strumento questo molto difficile che bisogna imparare ad usare. Quando scompare l'incanto dei burattini tutti uguali, Pinocchio deve crescere e sapere di crescere. E
allora quando termina l'educazione? E questo è il secondo fuoco della lente in
cui la visione si capovolge.
Dr. Piergiorgio Prudenziato

ore 19      Commenti all'opera da parte dell'Autore prof. Vincenzo Baratella
ore 20      Interventi del pubblico e chiusura.









































































domenica 8 aprile 2012

VINCENZO BARATELLA, La fatina per Pinocchio c'è sempre



Il libro:

VINCENZO  BARATELLA

LA FATINA
PER PINOCCHIO
C’E’ SEMPRE
Copertina: Pinocchio e Lucignolo
Per Pinocchio la fatina c’è sempre è un saggio  critico sulla società, politica e cultura della seconda metà 800, partendo dalla scrupolosa analisi delle pagine di Collodi. Non manca lo stretto rapporto psicologico tra fiaba e realtà; tra finzione e concreta ricaduta nella contingente verità odierna.


Vincenzo Baratella, laureato a Padova, vive a Rovigo, insegna lettere in una scuola pubblica ed è curatore critico dello Studio Arte Mosè. Ha presentato numerosi Poeti e Artisti. Ha redatto  cataloghi d’arte; significativi: Mosè, amore, arte in terra e Toni Zarpellon, una sofferta evoluzione creativa. Tra le altre pubblicazioni sono da ricordare: Scuola, La più grande eredità, Memoria di Fulberto; ricostruzione questa delle vicende che ebbero per protagonista il canonico di Parigi, Eloisa ed il filosofo Abelardo.
Sul Web emergono contenuti e aspetti stilistici dell’Autore:
studioartemose.blogspot.com     e
studioartemosegallery.blogspot.com

Per informazioni ulteriori sul libro contattare e-mail:
Nessuna parte del libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dell’Autore.

©  Copyright Vincenzo Baratella
Via Fiume, 18 – 45100 Rovigo
©  Copyright 2012.  Studio Arte Mosè











mercoledì 4 aprile 2012

PINOCCHIO ILLUSTRATO



 
Carlo Collodi





Le avventure di Pinocchio











La fiaba di Carlo Collodi è illustrata con 40 tavole.  
Per editori interessati contattare  e-mail: vstudioartemose@yahoo.com



esempio capitoli

      
            III.      Geppetto, tornato a casa, comincia subito a fabbricarsi il burattino
e gli mette il nome di Pinocchio. Prime monellerie del burattino.
 
         
           Continua l'illustrazione dell'opera di Collodi. Editore interessato contatti:
            X.      I burattini riconoscono il loro fratello Pinocchio, e gli fanno
una grandissima festa; ma sul piú bello, esce fuori il burattinaio Mangiafoco,
e Pinocchio corre il pericolo di fare una brutta fine.

 XIIII. L’osteria del «Gambero Rosso».

XVII.      Pinocchio mangia lo zucchero, ma non vuol purgarsi:
però quando vede i becchini che vengono a portarlo via, allora si purga.
Poi dice una bugia e per gastigo gli cresce il naso.

XX.      Liberato dalla prigione, si avvia per tornare a casa della Fata;
ma lungo la strada trova un serpente orribile, e poi rimane preso alla tagliuola.

XXVIII.    Pinocchio corre pericolo di esser fritto in padella, come un pesce.

XXXIV.      Pinocchio, gettato in mare, è mangiato dai pesci
e ritorna ad essere un burattino come prima:
ma mentre nuota per salvarsi, è ingojato dal terribile Pesce-cane.



 Studio Arte Mosè. Via Fiume, 18. ROVIGO - Italy